Perché ogni 5x1000 ci rende più forti.

UNIRTI A NOI NON COSTA NULLA E RENDE LA NOSTRA VOCE PIÙ CHIARA.

  1. Nella prossima dichiarazione dei redditi, cerca lo spazio “Scelta del dichiarante per la destinazione del 5x1000” presente nel Modello Unico e nel Modello 730.
  2. Firma nel riquadro “Sostegno del volontariato e della altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10. C. 1. Lett a), del D.lgs. n. 460 del 1997”.
  3. Inserisci il codice fiscale di AIC: 11359620157
    ATTENZIONE: se non specifichi il codice fiscale, il tuo contributo non arriverà direttamente a AIC, ma sarà suddiviso in modo proporzionale al numero di preferenze ricevute dalle associazioni appartenenti alla stessa categoria.
    Puoi devolvere il tuo 5x1000 anche se non hai l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi. Ti è sufficiente consegnare, presso un ufficio postale o un CAF, la scheda relativa alla destinazione del 5x1000 che trovi allegata al tuo CUD (Certificazione dei redditi per i dipendenti o pensionati). La scheda dovrà essere consegnata in una busta chiusa su cui apporre la dicitura “scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”, l’anno cui la certificazione si riferisce, il tuo codice fiscale, il cognome e il nome.

Cosa facciamo con il tuo 5x1000

Sostenere AIC con il 5x1000 non ti costa nulla ma ti permette di cambiare in meglio la vita delle persone celiache attraverso progetti concreti ogni anno.

Ricerca scientifica

€ 2.867.500
l’importo complessivo dei progetti finanziati da FC dal 2010 al 2017

6
Bandi nazionali lanciati dal 2013 al 2018

20
Progetti selezionati e finanziati tramite i Bandi nazionali dal 2013 al 2017

35
Pubblicazioni su riviste internazionali

Diagnosi nascoste

Pazienti diagnosticati al 31 Dicembre 2016:
198.427

Di cui 138.902 donne
e 59.525 uomini

Circa 400.000 le diagnosi attese

Prevalenza della patologia:
1% della popolazione


In Fuga dal Glutine

Oltre 700
classi all'anno

Alimentazione Fuori Casa

Oltre 4000
locali informati sulla celiachia

Volontari

20
Associazioni territoriali

Oltre 1000
volontari

La storia di Federica

Federica è nata a Firenze, ha 30 anni e gioca a pallavolo nel ruolo di centrale nella Futura Volley Busto Arsizio, squadra del circuito di serie A1, la massima categoria del campionato italiano femminile. Ha iniziato a giocare a pallavolo in prima elementare, seguendo la sorella più grande. Un gioco che si trasforma in una professione già a partire dai 16 anni quando arriva la convocazione nel Club Italia, dove si costruisce il futuro delle pallavoliste di domani. In breve tempo Federica inizia a giocare in serie A2 e riceve il Premio Arnaldo Eynard come miglior giocatrice under 20 del circuito. Poi la maglia azzurra, che veste prima nella Nazionale Juniores con cui conquista il titolo europeo e poi con la nazionale maggiore, sia al World Grand Prix sia alle Universiadi di Belgrado, dove sale sul gradino più alto del podio.

Alle spalle ci sono già tante soddisfazioni quando, nel corso della stagione in A1 con il Rebecchi Lupi Piacenza, scopre che la celiachia sta provando a relegarla in panchina. Il percorso non è dei più semplici ma la nostra atleta non ha alcuna intenzione di arrendersi e dopo un intero anno torna in campo. La diagnosi arriva nel 2010, dopo una lunga ricerca da parte dei medici che confondevano la celiachia con altre patologie. Oggi la vita di Federica è cambiata in meglio.

“Non ho mai pensato, nemmeno per un attimo, di smettere di giocare. La pallavolo è la mia passione fin da quando ero piccolina e oggi è anche il mio lavoro e la mia vita”, così ricorda quel periodo. Da allora la brillante carriera di Federica in serie A l’ha portata a giocare a Bologna, Bergamo e Scandicci con cui ha conquistato il titolo di miglior centrale del torneo, fino ad approdare alle farfalle di Busto Arsizio. Per la simpaticissima atleta del club di serie A1 Unet E-work Busto Arsizio la celiachia non è un problema ma un’opportunità: “mi ha aiutata a conoscermi meglio, ad approfondire le mie conoscenze sugli alimenti e sul mondo della nutrizione, a comprendere il ruolo fondamentale della dieta per la carriera di un atleta ma anche per le persone comuni, a trovare la grinta che mi ha riportata in campo.”

Tenace e determinata, Federica ammette che in un primo momento, dopo la diagnosi, non è stato facile recuperare e tornare al livello di preparazione delle altre atlete. I tecnici e le compagne di squadra hanno avuto un ruolo determinante. “Non ringrazierò mai abbastanza l’allora commissario tecnico azzurro Massimo Barbolini che mi consentì di portare a termine tutta la riabilitazione assieme alla Nazionale maggiore. La sfida era quella di tornare al passo con le compagne ma l’aver scoperto la celiachia mi aveva già dato una carica estremamente positiva. Conoscere l’origine dei miei disturbi e capire che, nonostante le difficoltà iniziali, non mi avrebbero mai impedito di giocare a pallavolo, era magnifico.”

Come tutti gli atleti vive con la valigia sempre pronta considerando che i viaggi sono una passione anche nel tempo libero. Ha imparato a organizzarsi in ogni dettaglio, portando con sé alimenti da casa o informandosi in anticipo in base alle sue destinazioni.

Quando pensa all’Italia e alla celiachia racconta “mi sembra che le cose migliorino di anno in anno, per fortuna le possibilità di trovare strutture che offrono il menu senza glutine si moltiplicano. Certo a volte capita di trovare ancora persone disinformate come quando, dopo essere stata particolarmente male in una struttura che mi ospitava, il proprietario sentenziò che avessi l’influenza. Ma nel complesso ho notato con grande piacere una crescita importante dell’attenzione e della sensibilità dei ristoratori e un aumento della qualità dei prodotti senza glutine. Si può sempre migliorare ma l’intero sistema di assistenza ai pazienti del nostro Paese è ottimo, oltre che essere unico al Mondo”.