Quando dico che sono felice di essere celiaca generalmente mi guardano tutti in modo molto strano. E hanno ragione. Perché mai dovrei esserne felice? Beh, la realtà è che io sono felice di sapere di essere celiaca, non che di esserlo in generale. La mia vita, prima della diagnosi, era un inferno: stavo male, molto, ed ero convinta che fosse un problema psicosomatico. In pratica, credevo di fare dei capricci o di avviarmi a grandi passi verso la malattia mentale, e la diagnosi è ciò che mi ha permesso di ricominciare a vivere. Ho incontrato AIC in questo passaggio delicato, tra la sofferenza e la scoperta della vera ragione del mio malessere. Ho incontrato delle persone reali, degli esseri umani che mi capivano e mi sostenevano, delle spiegazioni chiare, il conforto di una comunità. Ma il loro contributo non si è rivelato tanto fondamentale per me, anche se molto importante, quanto per la mia bambina. Dopo la mia diagnosi, il pediatra si è rifiutato di prescriverle le analisi. Mi diceva che il vomito ricorrente era un caso. Il mal di testa forse dovuto alla vista (ma la bambina ha già gli occhiali). Le difficoltà di concentrazione una sua caratteristica. Di nuovo, ho creduto di essere vittima della paranoia. Anche grazie ad AIC ho avuto il coraggio di insistere, si pretendere un'indagine. Il risultato è scontato: la piccola è celiaca. Quando è passata al grado scolastico superiore non si riusciva in alcun modo capire se la mensa fosse preparata o meno ad accoglierla. Un'altra situazione surreale nella quale i volontari AIC mi hanno aiutata, spiegando cosa potevo fare e anche come farlo, raccontandomi la loro esperienza, fornendomi un modulo di esempio da far firmare al mio medico. Ho iniziato a prenotare le vacanze in base alla disponibilità di locali AIC (App che mi ha salvato la vita) e ho fatto delle scoperte incredibili, portando amici e famiglia in luoghi sconosciuti che non mi hanno mai delusa. Una conclusione vera e propria non ce l'ho, ma ho un desiderio: vedere un giorno in cui nel mio paese si effettui uno screening precoce che risparmi a tutti i celiaci la vita che ho fatto prima della diagnosi.