Sono Eleonora, uscita dal ricovero in ospedale con una diagnosi di celiachia il giorno del mio primo anno di età. Era il 1984 e ho avuto una mamma fantastica che fin da piccola mi ha spiegato l'importanza della dieta, si è ingegnata con tutto quello che all'epoca era a disposizione, compreso il tesseramento. Ad oggi evito i prodotti a base di mais perché per anni tutto ha avuto il sapore di polenta e ho abitudini alimentari poco evolute non avendo conosciuto il sapore delle "cose originali". Ho coscienza della strada percorsa, adesso tutti capiscono di cosa si parla quando si nomina la celiachia, i bambini vanno a scuola con merende mimetizzabili che non sbriciolano e ci sono prodotti di ogni genere. Alcune realtà (Schar) lavorano su una comunicazione efficace e questo mi piace tanto. Ultimamente, anche tramite i social, vedo soggetti che amano sottolineare la loro diversità celandola dietro una ricerca di uguaglianza. E' importante far capire anche ai nuovi celiaci quanta strada è stata fatta e con quanta fatica per apprezzare tutto quello che un celiaco ha a disposizione oggi, compreso la facilità di trovare in un bar e un supermercato del cibo senza glutine.