Laura

Laura, 51 anni celiaca diagnosticata da 15 anni e Mattia mio figlio, diagnosticato celiaco da 8 anni. Insegno in una scuola e 2/3 gg a settimana mangio in mensa. Ho diritto al pasto, ma non sempre ricevo tutte le portate complete, oppure capita che io non mi fidi, poiché riscontro tanta disinformazione e superficialità nel personale addetto alla mensa. Non è così in tutte le mense delle varie scuole dove ho insegnato, ma nel 2026 purtroppo succede ancora. In ogni caso io sono un'adulta e riesco a fare attenzione, posso fidarmi o meno, e in ogni caso avendo diritto al pasto nel mio orario di lavoro, ma non pagandolo, chiudo un occhio davanti a carenze, mancanze etc etc. Ma un bambino, come nel caso di mio figlio quando era alla scuola primaria, non può vivere nell'incertezza se un po' grandicello o rischiare proprio perché piccolo. Così come avere sempre riso in bianco invece di pasta o pizza quando previsto, e niente dolce in caso di menù speciale previsto dalle mense in occasione di festività (Halloween Natale, carnevale, Pasqua...). Ancora troppa, troppa disinformazione. La nostra non è un'allergia e quindi è sottovalutata e addirittura nemmeno una malattia...per alcuni operatori, solo una seccatura.

Vuoi aiutare AIC?

Scopri cosa puoi fare