Ho scoperto di essere celiaca che avevo trent’anni ora ne ho quasi 50. Cambiare l’alimentazione dopo che per una vita hai mangiato di tutto non è stato facile, aggiungiamoci che quasi vent’anni fa la proposta che il mercato offriva per il gluten-free era veramente ridotta. I prodotti non avevano caratteristiche organolettiche apprezzabili e quando è sopraggiunta anche l’intolleranza al lattosio e una sensibilizzazione alle proteine del latte che mi proibiva di mangiare tre quarti degli alimenti senza glutine è stato anche peggio. Mi sono trovata a prepararmi il pranzo tutti i giorni prima di andare al lavoro, mangiando freddo in auto d’inverno e freddo da frigo in auto sotto il sole d’estate questo perché io lavoro sul territorio, muovendomi per mezza regione, spesso ho riunioni che mi obbligano a soggiornare fuori casa anche 4-5 giorni o semplicemente questioni di lavoro (fiere, congressi) lontano da casa. Trovare locali attrezzati anche solo con cibi confezionati per il senza glutine e senza latte ad oggi è sempre molto difficile. Vi faccio degli esempi: Sulla città di Cremona non esistono quasi locali certificati, quei pochi che ci sono chiudono in orario di pranzo oppure aprono solo per la cena. Io che lavoro durante il giorno sulla città mi trovo spessissimo a dover acquistare alla Lidl del pane senza glutine e dei salumi senza glutine e latte e derivati e insalata lavata e mangiarli in macchina, oppure se la fretta prende il sopravvento acquisto un tramezzino all’interno del bar dell’ospedale, uno di quei tramezzini confezionati che hanno molto di chimico e molto poco di sano, ma quando la fame prende sopravvento e sei in giro per lavoro non hai molte scelte, soprattutto se sei celiaca. Altro esempio: nell’ambito di una grande fiera a Rimini lo scorso maggio l’unica cosa che ho trovato senza glutine è stata l’acqua. La fiera è durata 3 giorni per il pranzo mi sono dovuta arrangiare con la frutta presa la mattina dall’hotel e dei cracker portati da casa, perché quando vai lì per lavorare non hai il tempo per andare a fare la spesa quotidiana e portarti il cibo da casa, soprattutto se le fiere sono nel periodo estivo con un caldo allucinante e senza la possibilità di refrigerare i cibi. Lo stesso problema è la mattina quando magari parto molto presto verso le 6 del mattino o anche prima e non riesco a fare colazione a casa perché devo anticipare il traffico, finché il tempo lo consente aspetto l’apertura dei supermercati e quindi entro in un negozio e mi acquisto cibo confezionato ma quando arriva il periodo estivo, il cibo confezionato in auto non resiste… Sogno di poter entrare in qualsiasi bar e potermi concedere un cappuccino di soia, magari con due biscotti confezionati per una colazione quasi normale, ma tre quarti delle strutture non sono ancora pronte, fanno caffè d’orzo sulla macchina del caffè al cliente prima e poi senza lavare il gruppo pretendono di fare il caffè a me (sono stata male molte volte per questo motivo, ormai prendo il caffè solo nelle strutture che hanno una macchina a parte per il caffè d’orzo), molti hanno il latte di soia ma non certificato che io non bevo, oppure hanno biscotti o brioche senza glutine, ma con latte e burro all’interno o ancora gestiscono prodotti da forno freschi e hanno briciole ovunque, anche nelle tazzine girate al contrario