David

Diagnosticato nel 2022, facevo l'università. Mi reco al pronto soccorso perché ormai i sintomi erano insostenibili, vengo rimbalzato e finisco da un gastroenterologo che scopre invece che ho la celiachia il giorno del mio 25esimo compleanno. Mi crolla il mondo addosso, penso subito "addio pizza, pasta e cene con gli amici". Col passare dei mesi scopro invece che quasi non è cambiato nulla, che potevo continuare a fare le stesse cose di sempre con la dovuta attenzione e organizzazione. Accettare la nuova condizione di vita non è stato facile e non lo è ancora certe volte. Spiegarlo ai familiari e agli amici lo è stato ancora meno. Tra chi non comprendeva o non lo accettava del tutto, ho dovuto spiegare forse qualche migliaio di volte l'ABC della vita senza glutine e che cos'è la celiachia. Ho dovuto reimpostare completamente il modo di gestire alcuni aspetti della mia vita e alcune volte mi trovo in difficoltà anche a casa perché il problema viene sottovalutato anche dai parenti. Lo sforzo organizzativo certe volte è enorme soprattutto per quando si viaggia o si improvvisano le cose all'ultimo secondo. Ci vuole tantissima pazienza con tutti e ahimè anche con lo staff dei ristoranti perché c'è ancora parecchia disinformazione e i locali AIC non sono ancora tanto diffusi nelle mie zone. Ho anche paura di farlo presente certe volte per non sembrare un rompiscatole o "speciale". Ho degli amici diagnosticati dall'infanzia e dalle loro storie è chiaro che in tempi non remoti era difficilissimo adattarsi e trovare dei prodotti decenti per cui mi sento anche un po' fortunato di doverci fare i conti adesso. Per esempio, prendere un cornetto la mattina al bar è un gesto banale per chi non deve affrontare la celiachia, io invece mi emoziono e ringrazio il cielo quando riesco a trovarne uno gluten free fatto in pasticceria. Sentirsi esclusi purtroppo è all'ordine del giorno: una volta ho dovuto abbandonare i miei amici al tavolo del ristorante perché i ristoratori non si prendevano la responsabilità di servirmi qualcosa. E ancora, quando il collega di lavoro porta i dolcetti in ufficio e per te "non ha trovato nulla", quando a mensa si dimenticano di farti il pranzo perché siamo solo 2 celiaci rispetto alle decine di impiegati "sani", quando vieni invitato agli eventi in cui non ci sono opzioni se non quella di accettare la contaminazione "perché non lo sapevamo che c'era un celiaco" e la lista è ancora lunga. Alcune volte capita anche di sbagliare, di accorgersi di avere abbassato la guardia, ma ho capito che bisogna avere pazienza anche con se stessi perché non siamo infallibili. Purtroppo la celiachia mi ha causato anche altre condizioni croniche non facili da gestire come la SIBO per cui ci sono alcune giornate in cui vorresti solo nasconderti la testa sotto un cuscino. Concludo dicendo che, anche se ho perso molto di quelle cose che reputavo scontate, sono ancora in grado di fare le mie solite attività e questo anche grazie ad AIC. Senza di voi sarebbe sicuramente tutto molto più difficile e dico questo pensando ai ristoranti AFC, ai buoni spesa, alla divulgazione delle informazioni...tutte cose indispensabili. Ho dovuto letteralmente studiare come si convive con la celiachia e senza le conoscenze diffuse da AIC non sarebbe stato possibile. Grazie per questo momento di sfogo e per il vostro lavoro di tutela.

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