Raffaella

Mi chiamo Raffaella e sono celiaca dalla nascita. Mia madre se ne accorge solo nello svezzamento. Niente di più normale per tutti quanti. Niente di più terribile per me. Immaginate di essere nel 1974 e nessuno che abbia una vaga idea di come risolvere la situazione. OK Panic. Dopo mille tentativi finisco al San Matteo di Pavia (io sono nata a Lodi), ospedale universitario. Mi prendono per i quattro capelli che avevo in testa e mi salvano. Evviva. Potrei finire qui e già sarebbe una bella storia ma il racconto è solo all'inizio. Cresco nella quasi totale ignoranza su cosa sia la celiachia e sulla dieta senza glutine, tanto che la mia adorata nonna cerca costantemente di rifilarmi Bucaneve o Pavesini. La mia più grande fortuna è che la maggior parte dei cibi con glutine non mi piace e mi dà un senso di nausea fortissimo. Questo mi salva per 19 anni, tra una dieta non proprio top e la mia salute sempre cagionevole. La soluzione adottata dai miei genitori era l'isolamento quasi totale: zero feste, gite, qualsiasi evento che comportasse una torta o un pranzo al sacco. Oggi li capisco, allora forse meno. Nelle foto di classe alla scuola media somiglio più a Mercoledì Addams che a una ragazzina pre adolescente, forse perché la mia vita sociale è pari a zero e la mia salute... lasciamo perdere. Anche al Liceo Artistico non va meglio: difese immunitarie sempre bassissime e vita sociale piuttosto scarsa. Nel 1993 arriva la svolta. Un giorno qualunque comunico ufficialmente in famiglia la mia guarigione e inizio a mangiare davanti a loro un pacchetto di Krumiri della Bistefani. Risultato? Mi fanno meno vomitare del solito, lo prendo come un segno e inizio a divorare la qualunque, l'importante è che mi permetta di sentirmi uguale al resto del mondo, di stare con le persone, di uscire, divertirmi e non pensare sempre alla prossima volta che avrò fame e non ci sarà niente che potrò mangiare. Nel frattempo finisco gli studi di illustrazione e nel 1995 inizia la mia carriera artistica nella musica. Con il mio gruppo (Madreblu) realizziamo 3 dischi e nel 1997 partecipiamo a Sanremo Giovani. Nel 1999 dopo due tour in tutta Italia (tra un panino all'Autogrill e un pacchetto di Ringo) sono sempre più magra e avvelenata. Dopo essere stata a Palermo a ritirare un premio per il secondo disco, al mio ritorno vengo ricoverata (per l'ennesima volta). Stavolta la situazione è grave, sospettano Salmonellosi ma la verità è che non sanno più come fare a fermare l'infezione intestinale. Ancora una volta vengo presa per i capelli, che questa volta sono più di quattro ma sembra di essere tornata al via di questo gioco maledetto. A fianco al mio letto c'è una ragazza che ha tentato di levarsi la vita. Non ho più scuse. Devo iniziare prendermi cura di me. Nel 2000 pago la mia prima iscrizione all'AIC Lombardia e inizio la mia vita gluten free. Grazie a quei 6 anni di vita agglutinata mi sono guadagnata intolleranze e allergie sempre nuove, ma sono ancora qui a raccontarlo e questo di per sè è già una vittoria. Ora che vi ho raccontato la mia storia, vorrei aggiungere un pezzo che realizzo ora che sto scrivendo: il vero grande motivo per cui ho fatto una cosa così stupida è perché mi sentivo sbagliata. Come se fosse colpa mia, come se fossi un peso che qualcuno si doveva accollare. Beh ho dovuto cambiare punto di vista e visualizzare lo spazio (gluten free) di cui avevo bisogno per vivere. Parlare e confrontarmi con persone che hanno il mio stesso problema, magari anche con una risata, personalmente mi aiuta tantissimo. Questo succede anche grazie ad AIC che cerca di darci sempre più strumenti per affrontare in modo più sereno la nostra difficoltà. Per questo non solo li ringrazio, ma da quest'anno ho deciso di diventare Tutor per il programma AFC nelle Marche, dove vivo attualmente. Il viaggio non si ferma. Grazie.

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