Sono passati ormai 25 anni da quando mi hanno riscontrato la celiachia. L'ho odiata da subito perché per me che vivevo di pane, pizza e primi piatti voleva dire rinunciare a qualcosa che mi appagava. Ma ho preso subito in mano la situazione e mi sono adattata al nuovo menù con la speranza di stare meglio e migliorare la qualità della vita, e così è stato. Niente più coliche, niente più stanchezza o endovene di ferro. La vita sociale però è cambiata, non tutti capiscono la tua problematica e pensano che tu stia esagerando. Alcuni non mi hanno più invitata ad uscire mentre altri cercavano di adattarsi ai locali dove era possibile per me mangiare. Ancora oggi ogni tanto mi sento esclusa in certe situazioni ma con l'età si prende tutto con più filosofia. La mia famiglia mi ha sempre supportata ed è sempre stata attenta alle contaminazioni e questa è stata la mia forza. Io amo viaggiare e purtroppo ci sono posti dove ancora questa malattia non è molto conosciuta ed è un peccato non poter più provare i cibi caratteristici e trascorrere una vacanza serena senza il terrore di stare male. Credo ci sia ancora molto da fare perché molti non sanno che trattasi di una malattia con danni importanti e pensano si tratti di una moda o sottovalutano i rischi e le conseguenze. Questo però non ci deve fermare dall'uscire a cena o di viaggiare, e se le persone con cui stiamo non lo capiscono meglio lasciarle andare